Otite cronica semplice

OTITE MEDIA CRONICA SEMPLICE

 

 

Definizione

Per otite media cronica (OCM) si considera un’infiammazione cronica della mucosa dell’orecchio medio (cassa timpanica, mastoide, tuba) con manifestazioni cliniche diverse e variabili. Ciò che caratterizza in modo inequivocabile l’otite media cronica semplice  è la presenza di una perdita di sostanza della membrana timpanica in assenza di colesteatoma.

Ogni OMCS generalmente ha origine da episodi flogistici dell’infanzia e può essere considerata un continuum evolutivo dell’otite media secretiva,che rappresenta spesso un passaggio obbligato per le diverse forme cliniche croniche ma può anche essere l’esito di una otite media acuta con perforazione nella quale non si sia ristabilita una totale restituito ad integrum della membrana timpanica, può rappresentare l’esito di una perforazione traumatica o infine essere conseguente all’introduzione di un drenaggio transtimpanico nel quale dopo l’espulsione del drenaggio stesso non si sia verificata la normalizzazione della membrana timpanica.

L’OMCS è caratterizzata da una perforazione  della membrana timpanica più o meno estesa alla quale si può associare otorrea, ipoacusia, acufeni; l’associazione di altri tipi di lesioni quali la granulazione della cassa, la presenza di un polipo aurale, aree di osteolisi nella regione atticale, mesotimpanica posteriore e della catena ossiculare generalmente rappresentano l’esito di ripetuti episodi flogistici. Il coinvolgimento delle cavità posteriori è in genere infrequente e comunque  tardivo.  

 

 

Eziopatogenesi

E’ probabilmete multifattoriale ad eziologia non ben definita. Nella patogenesi della malattia rivestono importanza diversi fattori tra cui:

  • embriologici ed anatomici: l’organogenesi dell’orecchio medio è complessa originando da tutti e tre i foglietti embriologici. Un’alterazione della formazione dei diversi recessi, seni, aditi può giocare un ruolo fondamentale nella genesi e mantenimento di un processo flogistico cronico. In particolare riveste grande importanza il diaframma interattico-atriale che separa la cavità in due parti: una anteroinferiore ben ventilata ed una postero-inferiore poco ventilata e sede di ristagno e ritenzione pericolosa.
  • Batteriologici: l’influenza dell’infezione batterica sembra essere importante in quanto induce, mantiene e riattiva un processo flogistico della mucosa respiratoria dell’orecchio medio. Il ripetersi degli episodi infettivi non può che aggravare una flogosi cronica.
  • Biochimici: nella fase iniziale della flogosi cronica i mediatori dell’infiammazione possono modificare lo spessore dello strato periciliare attraverso la vasodilatazione, l’aumento della permeabilità capillare, l’aumento di secrezione mucoide, l’alterazione della ventilazione tubarica. Questi fattori aumentano lo strato periciliare favorendo il ristagno del versamento per l’alterazione della clearance mucociliare. A lungo termine il continuo stimolo dei diversi mediatori sulla mucosa dell’orecchio medio potrebbe favorire la metaplasia mucipara secretiva e l’aumento dei fibroblasti e della sintesi di collagene.
  • Tubarici: la disfunzione tubarica cronica per cause flogistiche, meccaniche e dismorfiche modifica l’equilibrio pressorio e gassoso endotimpanico con automantenimento dell’infiammazione mucosa.

 

Clinica e diagnosi

La raccolta dei dati anamnestici è fondamentale per evidenziare la presenza di condizioni generali (stato socio-economico, immunodeficienze, allergie) o loco-regionali (malformazioni cranio-facciali, alterazioni auricolari e rinofaringee) capaci di favorire l’insorgenza, la terapia e la prognosi della malattia..

L’OMCS si può presentare dunque con una ipoacusia di grado variabile, otorrea viscosa modesta ma frequente (che diventa purulenta in corso di flogosi) ed acufeni.

L’otoscopia è l’esame diagnostico fondamentale che consente l’identificazione della perforazione della membrana timpanica, della sua dimensione e sede, e dell’eventuale otorrea associata. La perforazione può essere centrale della pars tensa sempre con anulus integro, oppure può essere marginale della pars flaccida con aree più o meno estese di danno all’anulus. La catena ossiculare solitamente normale può presentare lesioni osteitiche variabili che possono interessare l’articolazione incudo-stapediale, il manico del martello e la sovrastruttura della staffa.

L’esame audiometrico tonale evidenzia una ipoacusia trasmissiva di grado variabile (in genere sui 30-50 dB); il coinvolgimento della via ossea (danno neurosensoriale) è in genere tardivo. Il timpanogramma non è eseguibile vista la perforazione.

Lo studio radiologico medio-interno (HRCT ad alta risoluzione senza mdc) può evidenziare un offuscamento infiammatorio della mucosa della cassa timpanica e della mastoide con segni di osteite; tale indagine tuttavia quasi mai si rende necessaria.

 

Evoluzione

Lasciata in balia degli episodi flogistici infettivi la malattia evolve con otorrea purulenta e fetida che macera la cute del condotto, favorisce le lesioni osteitiche ed aggrava e mantiene la flogosi attico-mastoidea.

 

Terapia

Ha come obiettivo la risoluzione del processo infettivo, la prevenzione delle riacutizzazioni e delle complicanze.

  • Terapia medica: si basa sul trattamento locale auricolare e nasale (rinofaringeo e tubarico) e generale. Vengono somministrati in caso di riacutizzazione antibiotici per via generale o locale; si utilizzano antinfiammatori non steroidei, decongestionanti nasali e talvolta antistaminici. Anche la crenoterapia sulfurea e/o salsobromoiodica contribuisce alla stabilità clinica della malattia agendo sulla tuba uditiva (permeabilità e trofismo della mucosa tubarica). Oltre alle cure termali, possono essere utili per la prevenzione degli episodi otitici gli immunostimolanti.

La terapia medica è fondamentale per ottenere un orecchio asciutto e stabile che è un elemento importante ma non decisivo per un intervento chirurgico di successo.

  1. La terapia chirurgica varia dalla semplice Miringoplastica con ricostruzione della membrana timpanica alla Timpanoplastica (chiusa e più raramente aperta) con mastoidectomia. L’ossiculoplastica viene presa in considerazione nei casi di discontinuità della catena ossiculare per lisi ossea.