Otite media secretiva


Epidemiologia

Esistono fattori di rischio congeniti ed ambientali. Tra i primi rientrano l’età del primo episodio ( maggiore possibilità di sviluppare un OSM nei bambini che hanno avuto almeno un episodio otitico nei prime due mesi), malformazioni congenite con dimorfismo facciale come nella Sindrome di Down, nella palatoschisi, fattori allergici, deficit immunologici e ciliari, GERD. Tra i fattori ambientali sono importanti il clima e la stagione (più frequente in autunno e inverno), le condizioni socio-econimiche, lo stile di vita (affollamento ambientale come nell’asilo nido o scuola materna, fumo passivo, allattamento materno, prematuranza).


Eziopatogenesi

È un evento multifattoriale a eziologia non ben definita. Alla base vi è una disfunzione tubarica cronica (per cause flogistiche, meccaniche, dismorfiche) che viene a modificare l’equilibrio gassoso e pressorio endotimpanico con conseguente alterazione del sistema di mucoregolazione e degli scambi gassosi. Nel complesso si automantiene la flogosi della mucosa timpanica.


Evoluzione

L’evoluzione di solito è verso la risoluzione del processo flogistico. Sono possibili riacutizzazione con otiti medie acute intervallate da un quadro di otite silente, mentre raramente può evolvere verso una otite cronica con possibili esiti funzionali (ritardo del linguaggio e turbe del comportamento) ed anatomici (atrofia della membrana timpanica, tasche di retrazione e atelectasia timpanica timpanosclerosi e colesteatomi.


Clinica

È sempre presente una ipoacusia trasmissiva di entità variabile (l’OSM è la più frequente causa di sordità nel bambino). È legata al versamento endotimpanico. Fondamentale è l’attenzione dei familiari per la precocità della diagnosi (modificazioni comportamentali del bambino che tende ad aumentare il volume della TV o della radio, non risponde al richiamo, è distratto a scuola e nei più piccoli un ritardo nell’acquisizione del linguaggio). Se il deficit uditivo è > di 30 dB si hanno gravi ripercussioni nell’apprendimento del linguaggio e nelle acquisizioni scolastiche. L’ipoacusia è tipicamente bilaterale nel bambino. Frequentemente il bambino lamenta otalgia senza febbre con otiti medie acute recidivanti. Negli adulti e nei bambini più grandi si può avere sensazione di fullness auricolare, autofonia, vertigini ed acufeni.


Diagnosi

La diagnosi è semplice e si basa sull’anamnesi, l’esame obiettivo con otoscopia (la membrana timpanica appare spessa e edematosa, perde la sua semitrasparenza, retratta, ipomobile, si può vedere il versamento con livelli idroaerei fino al timpano blu per depositi di emosiderina), l’audiometria e l’impedenzometria (evidenziano una ipoacusia trasmissiva con TPG piatto tipo B o tipo C).


Terapia

Lo scopo del trattamento è il ripristino della ventilazione dell’orecchio medio al fine di ottenere la risoluzione del processo flogistico cronico e l’evacuazione del versamento endotimpanicogarantendo il recupero della funzione uditiva.


Terapia medica

Incerto e dibattuto è il beneficio della terapia antibiotica ed antinfiammatoria (steroidea e non) in quanto non è tuttora ben chiaro quale possa essere il ruolo dell’infezione nella evoluzione della patologia e soprattutto alto è il rischio dello sviluppo di antibiotico-resistenze. Altrettanto controverso è l’utilizzo di antistaminici, mucolitici e decongestionanti nasali, che se da un lato trovano un razionale teorico, dall’altro presentano effetti collaterali ed alterano la clearence mucociliare. Nonostante i dubbi la terapia medica di prima scelta viene considerata la terapia aerosolica nasale con cortisonici topici e mucolitici associati a decongestionanti nasali. La crenoterapia (inalazioni, politzer, vaporizzazione, insufflazioni tubo-timpaniche) è anch’essa inserita nella terapia di prima scelta della sordità rinogena e quindi della OSM, migliorando la permeabilità tubarica ed il trofismo della mucosa. Infine è importante una rieducazione tubarica attraverso autoinsufflazioni (Valsala, Otovent), evitando lo sniffing e soffiandosi bene il naso, attraverso esercizi di deglutizione e contrazione del velo palatino.


Terapia chirurgica

La terapia chirurgica viene presa in considerazione nel caso di fallimento della terapia medica, con un versamento endotimpanico di lunga durata (3-6 mesi) associato ad una ipoacusia socialmente rilevante (>30 dB specie se bilaterale), in caso di alterazioni permanenti in atto a carico della MT e di coesistenza di fattori di rischio (palatoschisi, quadri sindromici). Le possibili opzioni chirurgiche sono:

    L’adenoidectomia: consiste nell’asportazione delle vegetazioni linfatiche della rinofaringe ed è indicata in caso di ipertrofia adenoidea o di rinofaringiti recidivanti. Il fine è la disostruzione meccanica dell’ostio tubarico e l’eradicazione del focus infettivo. Potenzia il beneficio terapeutico della miringotomia e del drenaggio transtimpanico. E’ controindicata nell’insufficienza velare (palatoschisi), nelle coaugulopatie, nella giovanissima età. .
    Miringocentesi con aspirazione delle secrezioni endotimpaniche:consente una rapida evacuazione del versamento con conseguente recupero uditivo. L’effetto transitorio se effettuato isolatamente (senza adenoidectomia o DTT).
    Miringotomia con drenaggio transtimpanico: attraverso il drenaggio transtimpanico è possibile riventilare la cassa timpanica eliminando la causa fisiopatologia del OSM, cioè la depressione endotimpanica cronica. In tal modo, con il riequilibrio pressorio sui due lati della membrana timpanica, si risolve il processo flogistico, si facilita il drenaggio delle secrezioni in rinofaringe e nel condotto esterno garantendo la normalizzazione del trofismo mucoso. Il drenaggio TT rimane in sede per un tempo variabile da pochi mesi ad oltre un anno. Solitamente il tempo di permanenza in sede è intorno ai 6-7 mesi. Nel caso tenda e persistere in ottima posizione senza essere spontaneamente estruso per più di 18 mesi, è indicata la sua rimozione chirurgica.