Tiroiditi

TIROIDITE ACUTA

È una rara patologia da infezione batterica, per lo più da piogeni, che insorge per contiguità a focolai flogistici del collo o da infezioni a distanza.

Colpisce generalmente soggetti immunodepressi.

Saranno evidenti i segni di flogosi sia locali sia sistemici (dolore, disfagia da compressione, febbre), e una leucocitosi neutrofila; i livelli ematici di TH sono normali; alla scintigrafia si rileva un’area ipocaptante.

La terapia con antibiotici è generalmente risolutiva; si ricorre alla chirurgia solo in caso di raccolte ascessualizzate.

 

TIROIDITE SUBACUTA DI DE QUERVAIN

È una affezione tiroidea infettiva ad eziologia virale, che colpisce le donne tra 40-50 anni.

L’infezione determina la frammentazione dei follicoli tiroidei con spandimento di colloide, e formazione di tessuto granulomatoso; in fasi avanzate si ha l’evoluzione a fibrosi con persistenza di un infiltrato flogistico cronico.

Ha esordio acuto con i classici segni di flogosi (febbre, astenia, tumefazione, e soprattutto dolore) e una fase di tireotossicosi transitoria, da liberazione delle scorte di colloide; dopo questa fase attiva segue una fase di ipotiroidismo, quando le scorte di colloide si esauriscono, e poi la restituito ad integrum.

Il laboratorio mostra un aumento della VES e una leucocitosi, l’ecografia una ghiandola aumentata di volume, e la scintigrafia una completa assenza di captazione nella fase attiva, con graduale recupero nel tempo.

Generalmente la remissione si ha in 1-3 mesi, senza reliquati.

La terapia è medica, sintomatica e con beta-bloccanti per la tireotossicosi nella fase attiva, e L-T4 in dosi sostitutive nella fase ipotiroidea.

 

TIROIDITE DI HASHIMOTO (tiroidite cronica linfocitaria)

È una tiroidite cronica su base autoimmunitaria, con incidenza elevata e prevalenza nelle donne di 45-65 anni. È stata rilevata una certa familiarità e comunque l’associazione con altre malattie autoimmuni.

L’eziologia non è conosciuta.

Ha un esordio subdolo, asintomatico o con un piccolo gozzo diffuso associato a tireotossicosi transitoria per la distruzione dei follicoli e lo spandimento di colloide; microscopicamente si formano infiltrati di linfociti raggruppati in follicoli. In fasi avanzate la ghiandola diminuisce di volume e si ha l’evoluzione a ipotiroidismo prima subclinico poi conclamato da distruzione autoimmunitaria.

La terapia è medica con cortisonici e LT4 in dosi sostitutive. La terapia chirurgica ha eventualmente utilizzo nel sospetto di un carcinoma o in presenza di sintomi da compressione.

 

TIROIDITE CRONICA DI RIEDEL

Ha origine ignota, forse rappresentando l’evoluzione di una tiroidite di Hashimoto.

Si manifesta con una piccola tumefazione duro-lignea asimmetrica, e un infiltrato fibrosclerotico che altera la struttura tiroidea e che invade anche le strutture vicine (trachea, esofago, nervi ricorrenti). Talora si può avere ipotiroidismo.

Per la presenza dei sintomi compressivi e per l’asimmetria della ghiandola e la sua consistenza lignea va posta in diagnosi differenziale con un carcinoma.

La terapia è medica per l’eventuale ipotiroidismo, e chirurgica per i sintomi compressivi e nel sospetto di carcinoma.